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I Pilastri Della Fede

di Jaafar Sheikh Idris

A cura di Mostafa A. Refaei

Conclusione

Queste sono in breve le verità basilare alle quali il Profeta Muhammad r, invita gli uomini. La maggior prova – accanto alle argomentazioni precedenti – del fatto che esse siano delle verità, e verità molto importanti per l'uomo, è l'effetto positivo che esse esercitano sulla condizione interiore dell'uomo, e quindi sul suo comportamento esteriore. Trattando della fede in Dio, abbiamo già evidenziato alcuni dei sentimenti verso Dio che derivano dalla fede nella Sua esistenza e nei Suoi attributi di perfezione.

            Poiché l'atteggiamento dell'uomo nei confronti de suoi simili e strettamente collegato al suo atteggiamento nei confronti di Dio, allora quale fede in Dio con i sentimenti per il Divino che ne risultano, produrrà necessariamente nel cuore dell'uomo dei sentimenti verso gli altri uomini che siano consoni alla fede stessa. E poiché il comportamento esteriore dell'uomo nei confronti di Dio e degli altri uomini è generato dalle sue vere convinzioni e dai sentimenti che l'uomo nutre per Dio e per i suoi simili, allora la vera religione non può che appellarsi ad un insieme di comportamenti che sia una conseguenza naturale dell'insieme delle sue convenzioni più un fattore di rafforzamento di quelle. La condizione interiore alla quale il Profeta r invitava gli uomini è quella dell'"Iman" (fede). Il comportamento esterno basato su tale condizioni interiore è l'Islam. Durante il periodo meccano (cioè durante la prima fase della rivelazione del Corano avvenuta alla Mecca), il Profeta si concentrò soprattutto sul primo aspetto, senza peraltro ignorare completamente il secondo, che egli elaborò a Medina dove si formò la prima comunità musulmana indipendente. Persino alla Mecca il Profeta r fu ispirato da Dio ad invitare gli uomini ai seguenti atti di culto e di comportamento morale.

1-     Per mantenere viva la fede e rafforzarla, fu detto ai musulmani di recitare il Corano e di studiarlo attentamente, di imparare dal Profeta r e recitare ogni volta che sia possibile, e specialmente in certe speciali occasioni, alcune preghiere e di recitare la preghiera nel modo in cui Gabriele mostrò al Profeta. Tutto ciò è la preghiera nel senso più ampio del termine.

 2-     Dopo la preghiera che è un atto  di sottomissione dell'uomo a Dio, viene la "Zakât"[1], che nel senso più ampio include ogni atto dell'uomo al servizio dell'uomo. Essere buoni con gli uomini è il frutto che presuppone l'esistenza dell'albero della fede. Non è sincero colui che fa del male all'altro uomo e dice di credere in Dio e di amarLo.

 {Non vedi colui che taccia di menzogna il Giudizio? È quello stesso che scaccia l'orfano, e non esorta a sfamare il povero. Guai a quelli che fanno l'orazione e sono incuranti delle loro orazioni, che sono pieni di ostentazione e rifiutano di dare che è utile.}, [surat Al-Mâ'ûn (L'Utensile)[2]].

 I primi tre versetti di questa sura furono rivelati alla Mecca e i restanti a Medina. I versetti medinesi parlano degli ipocriti che compiono atti esteriori di culto che non sgorgano da una fede sincera. Ma il loro comportamento li tradisce, poiché il loro comportamento è lo stesso di coloro i quali si professano miscredenti alla Mecca.

Qui di seguito ci sono esempi di Zakât a cui il Corano si richiamò durante questo periodo.

            Viene condannata l'acquisizione della ricchezza per la ricchezza o in maniera tale che il guadagno possa aumentare la ricchezza di chi lo riscuote. La mera acquisizione di ricchezza non conta niente al cospetto di Dio. Non dà all'uomo alcun merito, né in questa vita né nell'altra.

 {Che accumula ricchezza e le conta: pensa che la sua ricchezza lo renderà immortale?}, [surat Al-Humaza (Il Diffamatore), verss. n. 2-3[3]].

Coloro che ammassano e accumulano ricchezze in questa vita saranno chiamati a una vampa "a strappargli brutalmente la pelle del cranio":

{Niente [lo salverà]: sarà una fiammata a strappargli brutalmente la pelle del cranio. Essa chiamerà chi avrà volto le spalle e se ne sarà andato, [chi] accumulava e tesaurizzava.}, [surat Al-Ma'ârij (Le Vie dell'Ascesa), verss. n. 15-18].

La ricchezza per se stessa è tra i vizi dell'uomo che possono essere sradicati soltanto dal tipo di fede e pratica che Mohammed (che Allah lo benedica e lo abbia in gloria) ha insegnato:

{In verità l'uomo è stato creato instabile; prospero quando lo coglie sventura, arrogante nel benessere; eccetto coloro che eseguono l'orazione, e sono costanti nella loro orazione, e sui cui bene c'è un riconosciuto diritto, per il mendicante e il diseredato; coloro che temono il castigo del loro Signore.}, [surat Al-Ma'ârij (Le Vie dell'Ascesa), verss. n. 19-27[4]].

 L'uomo dovrebbe acquisire ricchezza con lo scopo di spenderla per i suoi propri bisogni e bisogni del prossimo.

 Ci dice il Profeta Muhammad r, che l'uomo dice: "La mia ricchezza! La mia ricchezza!

Avete forse altra ricchezza oltre a quello che indossate e stracciate, oltre a ciò che mangiate e consumate, oltre a ciò che date in elemosina?"

 La ricchezza dovrebbe essere spesa per i bisognosi (specialmente se questi sono i genitori o i parenti), per gli orfani e per quelli che chiedono perché sono poveri, per la liberazione dalla schiavitù, ecc. ecc.

I seguenti versetti furono tra i primi ad essere rivelati al Profeta Muhammad r:

{Dunque non opprimere l'orfano, non respingere il mendicante.}, [surat Ad-Duhâ (La Luce del Mattino), verss. n. 9-10].

 Tra le qualità che caratterizzano un vero credente è la qualità di dare ai bisognosi e di devolvere loro, come loro diritto, una determinata porzione del suo patrimonio:

{E sui cui bene c'è un riconosciuto diritto, per il mendicante e il diseredato.}, [surat Al-Ma'ârij (Le Vie dell'Ascesa), verss. n. 24-25].

 C'è una strada che porta al successo nell'aldilà, ed essa può essere percorsa solo da coloro che compiono le seguenti buone azioni:

{È riscattare uno schiavo, o nutrire, in un giorno di carestia, un parente orfano o un povero prostrato [dalla miseria], ed essere tra coloro che credono e vicendevolmente si invitano alla costanza e vicendevolmente si invitano alla misericordia.}, [surat Al-Balad (La Contrada), verss. n. 13-17[5]].

 Oltre ad aiutare il suo prossimo in tal modo, l'uomo dovrebbe anche essere sincero e essere onesto con i suoi simili e mantenere le promesse fatte loro:

{Coloro che rispettano ciò che è loro stato affidato e i loro impegni, che rendono testimonianza sincera.}, [surat Al-Ma'ârij (Le Vie dell'Ascesa), verss. n. 32-33].

E gli non dovrebbe infrangere i diritti del prossimo, specialmente il diritto alla vita, {E quando verrà chiesto alla [neonata] sepolta viva, per quale colpa sia stata uccisa.}, [surat At-Takwîr (L'Oscuramento), verss. n. 8-9[6]], e il diritto alla decenza, {E che si mantengono casti, eccetto che non con le loro spose e con le schiave che posseggono – e in questo non sono biasimevoli, mentre coloro che desiderano altro sono i trasgressori –}, [surat Al-Ma'ârij (Le Vie dell'Ascesa), verss. n. 29-31].

 Questo è, in breve, il Messaggio che Muhammad r ha lasciato al suo uditorio meccano.


[1] La Zakât, deriva dalla radicale del verbo "zakka" che vuol dire purificare, per ciò "l'imposta coranica o la decima" che si applica secondo dei parametri ben specifici, è un concetto di purificazione dei beni ed è un modo d'istruzione che prolifera benefici spirituali e sociali; perché i diretti usufruttuari sono: i bisognosi, i poveri, quelli incaricati di raccoglierla, quelli di cui bisogna conquistarsi i cuori, per il riscatto degli schiavi, per quelli pesantemente indebitati, per [la lotta sul] sentiero di Allah e per il viandante. Decreto di Allah! Allah è Saggio, Sapiente.

[2] "L'orazione": la pratica di eseguirla comunemente, nelle moschee e nei luoghi di lavoro, è segno di devozione e gode di alta considerazione tra i musulmani. È certamente possibile che alcuni la eseguano solo per ottenere vantaggi materiali o sociali dalla loro millantata pietà. Forse non ingannano neppure i veri devoti, quanto poi ad ingannare Allah …

"Che sono pieni di ostentazione e rifiutano di dare che è utile." Nel senso che non sono disponibili neppure alla minima cortesia consistente nel prestare un utensile comune come un secchio, un martello, ecc. è questo il senso di "mâ'ûn" che abbiamo tradotto "cioè che è utile".

[3] "E le conta": che non fa che contarle e vantarsene.

[4] "Arrogante nel benessere": lapidaria, in tre versetti di grande pregnanza la realtà intrinseca dell'uomo. La sura prosegue poi indicando le condizioni alle quali l'uomo si riscatta dalla sua miseria.

"E sui cui bene c'è un riconosciuto diritto": il diritto del povero sui beni del ricco è codificato nell'Islam dall'istituto della zakât.

[5] Nell'Islam, la liberazione degli schiavi in tutte le sue forme è opera altamente meritoria e addirittura prescritta (a chi ne abbia la possibilità) come espiazione obbligatoria di alcune mancanze.

[6] Il diritto alla vita per le discendenze [le nascite], che siano maschi o femmine, per questo il Corano ha fermamente condannato la gente dell'ignoranza preislamica che seppellivano vive le loro figlie alla nascita, che uccidevano i bambini appena nati a causa della povertà, della carestia o per paura d'eventuale povertà in futuro! Simile concetto del tutto attuale per quelli che favoriscono l'aborto selettivo in caso delle femmine che sono in esubero in confronto ai maschi in certe società, peggio ancora per gli aborti indiscriminati per ridurre l'aumento demografico e mantenere i livelli del consumismo, o falsamente per risolvere i problemi dei paesi poveri!

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